Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) è una figura centrale nel sistema di sicurezza aziendale. La scelta tra RSPP interno o esterno dipende dalla dimensione, dalla complessità dei rischi e dalle risorse disponibili.
Quando il RSPP interno è obbligatorio
L'art. 31 comma 6 prevede l'obbligo di un servizio di prevenzione interno per:
- Aziende industriali con oltre 200 lavoratori
- Industrie estrattive con oltre 50 lavoratori
- Centrali termoelettriche
- Aziende con esposizione a rischi specifici (esplosivi, agenti biologici gruppo 3-4)
In tutti gli altri casi, il datore di lavoro può nominare un RSPP esterno. Fino a 5 lavoratori, il datore di lavoro stesso può assumere il ruolo previo corso specifico.
Requisiti del RSPP
Requisiti art. 32: diploma di istruzione secondaria superiore + Moduli A, B (settoriale), C. Aggiornamento obbligatorio ogni 5 anni (40 ore).
Un RSPP con attestati scaduti non è in regola e la sua nomina non è valida.
Vantaggi del RSPP interno
- Conosce l'azienda dall'interno: processi, dinamiche, mansioni
- Presente quotidianamente, intercetta rischi in tempo reale
- Integrato nell'organigramma, comunica direttamente con preposti e dirigenti
Svantaggio: costo (stipendio, formazione). Nelle PMI è spesso part-time con rischio di attenzione insufficiente.
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Vantaggi del RSPP esterno
- Competenze specialistiche aggiornate e esperienza multi-settore
- Punto di vista indipendente, segnala criticità con oggettività
- Costo inferiore a un dipendente dedicato
Svantaggio: minore presenza in azienda, necessità di un referente interno.
Come scegliere
Tre fattori determinanti:
- Complessità dei rischi: alta complessità favorisce RSPP interno
- Dimensione: sotto 50 dipendenti l'esterno è spesso più efficiente
- Maturità organizzativa: processi strutturati gestiscono meglio un RSPP esterno
Il RSPP da solo non basta. Serve un sistema che integri la sua attività con medico competente, preposti, RLS e direzione.